Scambi e contatti latino-greci nell’agiografia di martiri e santi milanesi (secoli VII-IX)
Scambi e contatti latino-greci nell'agiografia di martiri e santi milanesi (secoli VII-IX)
Cesare PasiniHS 6 (Franz-König-Saal)
Vengono presentati i seguenti testi agiografici, che attestano scambi e contatti fra Milano e l’Oriente e riguardano il vescovo Ambrogio e i martiri Protaso e Gervaso, e Nazaro e Celso, dei quali Ambrogio compì l’inventio: (1) lettera pseudoambrosiana su Protaso e Gervaso dell’inizio V sec. (BHL 3514), tradotta in greco nella sezione iniziale entro i primi decenni dell’VIII sec. (citata da Giovanni Damasceno nel 730 circa); recenti indagini scientifiche sui resti dei martiri hanno riscontrato la storicità degli elementi fondamentali del racconto (latino) del martirio; (2) narrazione leggendaria di Nazaro e Celso, con cenni a Protaso e Gervaso, divulgatasi in latino dal V sec. in svariate recensioni (BHL 3515-3519 e 6039-6043) e diffusa in greco nel mondo bizantino con una duplice traduzione da una recensione latina perduta (BHG 1323 e 1323d); (3) traduzione in greco (BHG 67a), entro il IX secolo, della Vita Ambrosii di Paolino di Milano, scritta nel 422 (BHL 377), tuttavia poco diffusa in ambito bizantino; (4) ampia diffusione in ambito bizantino della Vita premetafrastica (BHG 68), composta entro il IX secolo a partire dalla Storia della Chiesa di Teodoreto di Ciro, e successivamente ripresa nella Vita metafrastica (BHG 69); queste Vite hanno diffuso la figura di Ambrogio come vescovo della παρρησία, da lui dispiegata in particolare nei confronti degli imperatori.
