Sulla tradizione testuale della Parafrasi anonima dei Carmina Arcana di Gregorio Nazianzeno: per uno status quaestionis

Sulla tradizione testuale della Parafrasi anonima dei Carmina Arcana di Gregorio Nazianzeno: per uno status quaestionis

Antonio Stefano SembianteHS 7

Nell’àmbito della vasta produzione poetica di Gregorio Nazianzeno si indica col nome di Poemata Arcana un gruppo di otto componimenti esametrici dedicati all’esposizione delle principali dottrine della fede cristiana, partendo dalla θεολογία fino alla οἰκονομία lato sensu. Tale silloge poetica, in ragione delle sue intrinseche difficoltà interpretative, è stata oggetto, in età bizantina, di diversi tentativi esegetici: si pensi al Commentario di Cosma di Gerusalemme (VIII sec.), che prende in esame solo pochi versi degli Arcana, o ancora alla piú nota e diffusa ἐξήγησις di Niceta David (IX-X sec.) e agli scholia marginali presenti in diversi testimoni. In aggiunta a tali testi si segnala in particolare una Parafrasi anonima attestata in alcuni manoscritti, il piú antico dei quali (Par. Coisl. Gr. 262) risalente al XII secolo. Tale Parafrasi, ancorché di scarso valore intrinseco ai fini della comprensione della silloge gregoriana, risulta tuttavia di notevole importanza per la ricostruzione della Textgeschichte e della fortuna della raccolta poetica gregoriana in età bizantina. Dopo la parziale editio princeps nel 1591 ad opera di David Hoeschel, che riteneva si trattasse dell’opera di Niceta, un primo saggio di edizione critica è stata fornito solo nel 2005 da Jamel Attar nella sua dissertazione dottorale, che tuttavia non è stata pubblicata. La presenta comunicazione si propone di esporre i risultati di una nuova recensio della tradizione manoscritta dell’opera, proponendo una piú aggiornata descrizione dei rapporti genealogici fra i codici e delineando i criterî per una futura edizione critica del testo.

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